Abitazioni a misura di disabile una prima analisi

Abitare per tutti, anche per i disabili

Faccio sempre fatica a capire perché ciò che viene proposto per la vita di tutti i giorni di una persona con disabilità debba essere brutto.

Solo in questi anni il design ha deciso di lavorare per produrre oggetti di uso quotidiano che superassero la forma “ospedaliera”.

Per l’abitare, invece, ci si trova in un mondo più complesso.

Le situazioni possono essere le più differenti:

Cominciamo con le residenze in condominio più vecchie, ovvero quelle costruite prima del 1989 (anno di promulgazione della famosa legge 13), forse la situazione peggiore.

Spesso non vi sono gli ascensori, e, se esistono, sono al termine di alcuni gradini.
Frequentemente sono di dimensioni microscopiche, dove un carrozzina non riesce proprio a stare.

Di contro gli appartamenti, che il più delle volte hanno stanze tendenzialmente spaziose, sono dotati di bagni e cucine di dimensioni ridotte e di accessibilità difficoltosa.

Quali sono le soluzioni?

Sicuramente una verifica attenta, meglio con qualcuno che sia un tecnico (e non l’impresario edile o l’artigiano che farà i lavori) è già una buona soluzione.
Sicuramente dalla rosa degli alloggi interessanti andranno scartati quelli già all’inizio  fortemente inaccessibili (e già un primo piano senza ascensore lo può essere).

Ed è meglio evitare di soprassedere sull’accessibilità pensando di poter installare un qualche sistema di sollevamento durante i lavori successivamente. Si rischia di perdere tempo con problematiche sia tecniche (posizionamento dell’impianto) che giuridiche (ricorsi e avvocati).

Ovviamente al 99% sarà possibile creare una via di accesso all’appartamento, ma i tempi e i costi rischiano di essere non preventivabili.

In secondo luogo occorre capire come organizzare (se serve) gli spazi.
Come sistemare i bagni, i passaggi, le porte, la cucina e magari poggioli e sistemi di home automation.

il più delle volte bastano piccole attenzioni, ma, perché queste siano osservate, spesso non sono sufficienti gli artigiani, costoro, per quanto volenterosi e capaci fanno spesso fatica a capire e integrarsi in un processo che vede la realizzazione di una abitazione differente da quelle che loro sono abituati a fare.

Oltre a ciò la presenza di un tecnico che sia frequentemente in cantiere permette di creare una abitazione che risponda in maniera migliore possibile alle necessità di chi ci andrà ad abitare.

 

 

 

Pubblicato in Abitare e indicizzato in , , , , .

Collegamento permanente permalink.

RSS feed per questo articolo.

se lo desideri puoi lasciare un trackback.

Comments are closed.