Calatrava, Venezia e il ponte

Parlare del ponte di Calatrava a Venezia è oramai come sparare sulla Croce Rossa.

Tuttavia, visto che alla fine si tratta di denaro pubblico, soldi buoni, spesi per qualcosa che buono non è, ritengo sia corretto continuare a seguirne la storia.

Un breve riassunto:

Dopo molte vicende possiamo affermare che:

A Santiago Calatrava è stato citato in giudizio per il suo ruolo svolto come consulente durante la progettazione esecutiva e la costruzione del ponte.

La Procura presso la Corte dei Conti ha richiesto un risarcimento danni pari a circa 3.5 milioni di euro all’ineffabile progettista spagnolo.

Oltre a lui sono stati chiamati in tribunale anche i tecnici che hanno occupato il ruolo di responsabili durante la costruzione dell’opera.

Per quanto riguarda i politici, che molto peso hanno avuto nella scelta di Calatrava come progettista, non sono state ravvisate responsabilità di tipo giuridico e quindi non sono stati chiamati in tribunale.

Questo succedeva a novembre 2014.

La situazione a febbraio 2015

Sono passati pochi mesi e, nell’attesa che la giustizia Italiana faccia l suo corso, sono fatte tutta una serie di considerazioni sul (non) funzionamento del ponte.

La famosa ovovia che sarebbe dovuta servire per chi aveva mobilità limitata (persone con disabilità, ma anche madri con passeggino o anziani) di fatto non ha mai funzionato. Rotture e blocchi continui, con costi di manutenzione esorbitanti.

Per questo motivo la società che aveva avuto in gestione il sistema dal Comune ha deciso di rimettere il mandato.Ovovia

Era peraltro ovvio ed evidente a tutti che un sistema come quello dell’ovovia non fosse in grado di funzionare e molti lo affermavano con cognizione di causa già prima che si iniziassero il lavori di costruzione del sistema di trasporto.

Qualcuno ha ironicamente affermeto che ci sono più persone che sono andate nello spazio di quelle che hanno utilizzato l’ovovia del ponte. Forse non sarà così, ma probabilmente non si è comunque lontani dalla realtà.

In ogni caso, la pessima soluzione – ma era una cosa già evidente fin dall’inizio – dell’ovovia pare abbia i giorni contati.

La ricerca di soluzioni alternative

I tecnici del Comune e di Insula stanno valutando soluzioni alternative che mandino in pensione quella mai funzionante palla rossa. Oltre a ciò sono alla ricerca di soluzioni alternative ai famosi gradini in vetro, altro spettacolo di pessima progettazione.

Infatti, non bastando il folle costo di gestione e manutenzione dell’ovetto, né quello di monitoraggio della struttura portante (che si “apre”), si sono aggiunti i costi per la sostituzione delle lastre in vetro.

Queste lastre sono tutte una diversa dall’altra, quindi, quando se ne rompe una, non è possibile prenderla dal magazzino e montarla ma occorre contattare l’azienda produttrice che la taglia a misura. Una leggerezza progettuale che costa diverse decine di migliaia di euro all’anno.
A tutto ciò si aggiungono i costi dei risarcimenti per coloro che cadono, basta infatti un poco di pioggia per rendere il ponte più pericoloso di una pista nera.

Il problema ora sarà quello di creare una rampa con pendenze accettabili pur consentendo il transito delle imbarcazioni sotto il ponte e di trovare un materiale durevole e che sia accettabile come costo e pratico in sostituzione degli infelici gradini in vetro.

 

 Biografia

La Corte dei Conti chiama in causa Calatrava

La rinincia di AVM alla gestionde dell’ovovia

La rimozione dell’ovovia

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