Centro Infanzia Clara e Guido Ferro

La genesi del progetto del Centro Infanzia:

La realizzazione è diretta conseguenza del progetto sociale che viene preseguito dalla Fondazione O.I.C. e dalla volonta del suo Presidente Professor Angelo Ferro.

Il principio fondatore è quello di creare un substrato sociale che permetta nuovamente di integrare nella società ogni persona in ogni fase della sua vita. Il Centro Infanzia Clara e Gudo Ferro diviene così un ponte tra due estremi dell’esistenza stessa delle persone.

Il progetto e la realizzazione sono il risultato di un concorso di progettazione che l’O.I.C. indisse riservandolo però ad architetti under 33, scelta che la fondazione, essendo un ente di diritto privato poteva liberamente fare.

L’inserimento di un Centro Infanzia Clara e Guido Ferro nel grande complesso dell’O.I.C., ha posto la necessità di far dialogare con il linguaggio dell’architettura, le due età estreme della vita, rispettandone le ca

ratteristiche ma anche favorendone l’interrelazione.

A livello compositivo si è scelto quindi un tema, quello del viaggio, detto simbolicamente attraverso la proposta di due oggetti, il treno e la nave, facilmente riconoscibili e legati in modo forte all’immaginario dell’anziano e del bambino.

La evidente discontinuità visiva dell’edificio rispetto al complesso dell’O.I.C., i colori vivi, la forma chiaramente decifrabile dall’alto, sono stati di proposito ricercati anche come segno della presenza dei bambini e del loro mondo di freschezza e di gioco.

L’esterno della struttura evoca e traduce quindi forme note: l’ingresso, posizionato a

Nord-Ovest ha l’aspetto di una matita (è l’ingresso nella “scuola”), le aule si susseguono a formare un piccolo treno, e la mensa, a Est, è una grande nave.

I rivestimenti e i colori sottolineano i diversi elementi: si è scelto il blu con elementi in rame per evidenziare la serie delle aule (treno); il legno e le finestre a oblò per la mensa (nave), mentre il nido, luogo per i più piccoli, staccato e insieme unito al “grande gioco”, è una collinetta verde.

All’interno sono stati alternati spazi più raccolti e “privati”, cioè ad uso esclusivo dei bambini, ad altri che si propongono come luoghi di integrazione fra i bambini, e dei bambini con gli adulti.

Nelle cinque aule si svolgeranno le attività educative quotidiane, con la possibilità di formare gruppi diversi; sono state previste fra l’una e l’altra pareti mobili per più facilmente integrare o dividere i gruppi di bambini.

All’interno lo spazio del nido è suddiviso con pannelli trasparenti in spazi più piccoli ma che permettono tutti il contatto visivo, mentre i bambini più grandi potranno essere gradualmente inseriti nella scuola materna.

L’ampio spazio per le attività collettive potrà servire da palestra, come luogo per i giochi di gruppo, ma anche da ambiente di incontro con gli adulti, per recite scolastiche, saggi, piccole mostre.

I due giardinetti interni, serviranno per attività didattiche legate alla natura, inoltre possono costituire un ambiente piacevole, nei momenti non

scolastici, per l’incontro delle famiglie con i parenti residenti nella struttura dell’O.I.C.

A sud, dove il l’asilo si affaccia sul parco, si è scelto di sviluppare una grande vetrata che ne permette la vista e l’accesso.

Gli ambienti di servizio (cucine magazzini, ecc.) sono stati sistemati in maniera da impedire l’accesso ai bambini, pur consentendo il passaggio agli adulti.

Per l’accesso agli uffici, al piano su

periore, è stata prevista un’ampia scala munita di ascensore; un secondo ascensore/montacarichi collega il piano dell’edificio con l’interrato.

Nell’interrato sono posizionati le dispense, i magazzini e

altri locali di servizio, collegati con un tunnel tecnico verso il complesso dell’O.I.C..

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