Ponte di Calatrava, passiamo all’ovovia

La mai funzionante ovovia del Ponte di CalatravaL’avventura, o disavventura, del Ponte della Costituzione o “di Calatrava” continua e si arricchisce di nuovi episodi.
Quasi meglio di una soap opera.

Alla fine il processo in primo grado contro Caltrava e i tre RUP che si susseguirono si è concluso con l’assoluzione, in quanto l’aumento dei costi non fu legato nè a errori progettuali o a una cattiva gestione dell’appalto e dei lavori con “colpa grave”.

In attesa del secondo grado di giudizio, la procura infatti ha presentato ricorso, si è aperto un secondo fronte.
Infatti, per tamponare l’insuperabilità del ponte da parte di persone con mobilità limitata, si era costruita un sistema ad “ovovia”, qui descritto, che come ovvio non ha mai funzionato.
Dopo un processo forse meno conosciuto di quello verso Calatrava, il tribunale contabile ha condannato la giunta Costa, alla guida di Venezia tra il 2000 e il 2005 a risarcire l’amministrazione comunale della spesa deliberata.

Si parla di poco meno di due milioni di euro, ad esser pignoli 1 milione 779 mila 565,61 euro, cifra di tutto rispetto che dovranno pagare in solido tutti i componenti della giunta, il tutto da pagare entro il 1 maggio 2015.

Ossia il Sindaco di allora Paolo Costa, e i suoi 10 assessori.

Peraltro la Procura presso la Corte dei Conti afferma senza incertezze che “il danno si qualifica come danno da opera inutile oppure, in via subordinata, quale danno da indebita lievitazione dei costi dell’opera stessa”.
In buona sostanza significa che l’ovovia così come è stata fatta è inutile, ma se anche Costa e i suoi assessori riuscissero a dimostrare che sia utile, comunque devono rispondere dell’indebita lievitazione dei costi.

Sicuramente vi sarà un ricorso quindi occorrerà stare alla finestra per vedere come si concluderà tutta la storia.
Peraltro, tutta la letteratura specializzata mette in guardia dell’uso di sistemi meccanici per il superamento delle barriere architettoniche negli spazi pubblici.
Infatti la possibilità di malfunzionamento c’è sempre e, in caso di usi intensivi, all’aperto e in condizioni marine, la rottura è praticamente assicurata.
E’ da notare poi che le piattaforme elevatrici, posizionate diversi anni fa su di un buon numero di ponti di Venezia al fine di garantirne il superamento alle persone con mobilità limitata, sono state rimosse.
Infatti la sperimentazione aveva dimostrato l’impossibilità di un uso continuo a causa dei troppo frequenti blocchi e rotture.
La soluzione, quindi,  è stata quella di ripensare i percorsi e puntare a risolvere il superamento dei ponti con rampe.

Quelle non si rompono mai.

Articoli di riferimento:

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-03-17/ponte-calatrava-corte-conti-veneta-assolve-l-archistar-costi-175943.shtml?uuid=ABwSpaAD

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/24/venezia-corte-dei-conti-ovovia-ponte-calatrava-inutile-lex-giunta-costa-risarcisca/1620322/

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2015/24-aprile-2015/ovovia-corte-conti-chiede-18-milioni-sindaco-costa-sua-giunta-2301301499059.shtml

http://www.ilgazzettino.it/NORDEST/VENEZIA/ovovia_ponte_calatrava_inutile_corte_conti_condanna_giunta_costa/notizie/1316449.shtml

http://www.ansa.it/veneto/notizie/2015/04/24/ovovia-ponte-corte-conti-18-mln-danni_3f793989-5fc4-468b-9f61-f2a5e4e30f44.html

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